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RAM-Ritratti a metà, il progetto che mi è esploso tra le mani, è un’esperienza di relazioni più che di immagini.

Chi sono

Il mio nome è Marcella Marraro e sono grafica, web designer e fotografa. Dietro ogni Ritratto a Metà c’è la mia visione, la mia passione e un profondo rispetto per i legami umani. L’avventura di RAM è iniziata nel 2013, con i primi esperimenti in famiglia. Quella curiosità iniziale di vedere come i tratti si fondono e le storie si intrecciano, ha preso forma concreta nel 2023, trasformandosi in un vero e proprio progetto con la mia prima mostra interattiva al Festival Tuttestorie di Cagliari. 

In tre giorni ho fotografato circa 450 persone: un autentico crash-test per il progetto e per le mie energie. Mai avrei immaginato di vedere persone in fila per avere un Ritratto a metà, perché non credevo che queste fotografie  potessero assumere valore e significato per così tante persone, per adulti e bambini.

Il mio percorso è stato ulteriormente arricchito e riconosciuto: a marzo 2025 ho vinto il Premio Donna e Fotografia (Rapallo), un momento di grande emozione e conferma. Nello stesso anno, a novembre 2025, i “Ritratti a Metà” sono stati nuovamente protagonisti di una mostra interattiva alla Mostra del Libro di Macomer, in Sardegna, continuando a dialogare con un pubblico sempre più vasto.

Per me, ogni Ritratto a Metà non è un semplice scatto, ma un viaggio intimo e serio dentro le tracce che ci uniscono. È un’indagine artistica che richiede coraggio e autenticità, sia da parte mia, sia di chi si affida al mio obiettivo. Non è un gioco, ma la celebrazione di un legame così potente da lasciare il segno.

Principalmente, la mia base operativa si divide tra Genova e Milano, ma la mia ricerca mi porta spesso a esplorare nuove città e nuove storie. Sono stata a Roma, Catania, Torino,  sempre pronta a scoprire e immortalare le connessioni che rendono ogni famiglia e ogni relazione un’opera d’arte a sé stante.

A fotografare volti affiancati ho cominciato per caso o per gioco, non certo con la consapevolezza di maneggiare materiale delicato e intimo, di poter generare immagini che commuovono o sorprendono, di portare alla luce qualcosa che era in ombra.

Nel mio computer i ritratti a metà sono oggi centinaia e, quando li sfoglio, mi ritrovo con tutti questi volti che mi guardano con fiducia e trepidazione. Mi sorprende notare come ognuno mi abbia lasciato un ricordo netto e unico di come è andata, di quello che si è detto e fatto, delle emozioni che si sono agitate a volte in modo evidente e altre con pudore, sotto la superficie.

Come funziona?

Per prenotare o per info, scrivimi su whatsapp: 379 1423008

“Non te lo aspetti, pensi a un gioco, un esercizio puramente estetico e invece si rimane spiazzati.”

“… è come indossare degli occhiali magici con cui diventiamo tutti l’altro noi.”

Se “l’essenziale è invisibile agli occhi”, in questo caso, la profondità del legame diventa manifesta.

“… si inizia ad interrogarsi su quali altri tratti si abbia ereditato o si abbia passato ai propri figli.”

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