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Premio Donna e Fotografia

Rapallo, marzo 2025

Ritratti a metà. Storie di famiglia

Premio Donna e Fotografia 2025
8 marzo 2025

Motivazione della Giuria – Primo Premio

Ritratti a metà si distingue per la sua capacità di ridefinire il concetto di somiglianza, portando al centro dell’indagine visiva anche il legame tra amici, non solo quello puramente biologico. Così i ritratti, suddivisi e ricongiunti da una linea dorata, diventano una rappresentazione simbolica dell’amicizia come scelta, come legame altrettanto profondo e autentico di quello familiare.

La composizione è bilanciata. L’inquadratura frontale e ravvicinata esalta la fusione dei tratti somatici come delle espressioni. L’illuminazione è morbida e diffusa, senza ombre nette, il che contribuisce a fondere visivamente i due volti e ad attenuare la percezione della linea di separazione.

Una riflessione visiva interessante sulla costruzione dell’identità, suggerendo che la questione identitaria non è risolta nel ritratto di un sé ma nella relazione con l’altro. Noi siamo con l’altro.

L’oro, nella cultura orientale, rappresenta il valore, la sacralità e l’eternità: in questi scatti non è una barriera, ma un ponte. La linea connette, ricordandoci che le amicizie autentiche, come i legami di sangue, modellano chi siamo, trasformano il nostro volto e il nostro essere. Le due metà, che pure conservano la loro individualità, si fondono in un’inaspettata armonia e somiglianza, testimoniando la simbiosi positiva di chi cammina fianco a fianco nella vita. L’oro richiama anche la tecnica giapponese del Kintsugi, l’arte di riparare la ceramica rotta con lacca e polvere d’oro, rendendo le fratture non solo visibili ma parte integrante della bellezza dell’oggetto. Qui la linea d’oro non nasconde una rottura, bensì enfatizza una nuova unità nata dall’accostamento di due metà diverse.

L’originalità del portfolio risiede nella sua capacità di sovvertire la nozione tradizionale di famiglia, suggerendo che essa può essere scelta e costruita attraverso affetti sinceri. Il fotografo invita l’osservatore a interrogarsi su chi siamo (i parenti) ma anche da chi scegliamo di farci accompagnare (gli amici). Il risultato sono immagini evocative e universali, capaci di far riflettere.

Per queste ragioni, la Giuria assegna il Primo Premio a questa interpretazione visiva dei legami.


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