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XXIII Mostra del Libro in Sardegna

 Macomer, novembre 2025

Ritratti a metà. Storie di famiglia

Quattro giorni intensi e bellissimi alla Mostra del Libro in Sardegna (Macomer), pieni di incontri ed emozioni. È stato un piccolo tour de force, ma mi porto a casa tante storie da ricordare. Storie di famiglia: è questo che raccolgo ogni volta e che mi fa amare così tanto il mio lavoro.

Grazie di cuore per l’accoglienza in Sardegna: la porto con me. Grazie a tutti voi che siete passati – con figli, sorelle e fratelli, zie e zii, mariti, mogli, amici e amiche – per mettervi in gioco davanti alla macchina fotografica.

Marcella

Antonella

Mostra del Libro
“Mettere in parole le emozioni è complicato. Ma l’inizio è semplice: Grazie. Osservare RAM- ritratti a metà non è per niente guardare una mostra. È vero: è interattiva. Ma uno sguardo attento non vedrà delle immagini.
Le storie si susseguono una dietro l’altra, ed è sorprendente come ogni cellula riporti all’obbiettivo la complessità dei vari vissuti. Una storia collettiva riportata da tanti tasselli di esperienze, dolore, gioia e le più svariate quotidianità con una componente importante però: il due diventa uno ❤
E mi domando, quanto talento, quanto lavoro e quanta cura ci siano nella persona che cura e rende vivo tutto questo.
Grazie del tuo sguardo Marcella Marraro, e grazie per averci permesso di essere un granellino di questo tuo meraviglioso racconto.”
Antonella 
“Scioccato, commosso, orgoglioso e felice. La gamma dei miei sentimenti”.

“”Le cose che fanno bene al cuore. Grazie a Ritratti a metà che sa guardare, anche, oltre l’obiettivo della macchina fotografica”.

“Vedersi a metà con loro… sembra quasi di vedere l’anima… grazie! Non sono ritratti, sono una esplorazione“.

“è stato come farsi accompagnare in una una immersione, solo che invece che andare ad esplorare il fondo del mare esplori emozioni, consapevolezze e ricordi del più speciale degli amori.”.

“è stata una cosa assolutamente inaspettata, loro due così diversi dentro e fuori e invece così perfettamente combinati, uniti da una linea sottilissima ma piena di significato”.

“Sembra una situazione passiva. Ti fai fotografare e chi agisce è il fotografo. Invece muove mille pensieri e sentimenti. Vedere lì, nero su bianco, quello che ci lega e che va al di là della somiglianza fisica è indescrivibile”.

“Mi sento come se avessi fatto un bellissimo viaggio con mio figlio… strano vero? La sensazione è quella”.

“Con il suo progetto, Marcella entra in punta di piedi nella vita delle persone, scava nei loro volti e nelle espressioni scovando quel tratto speciale e unico che le accomuna e che restituisce una storia d’appartenenza”.

“Non te lo aspetti, pensi a un gioco, un esercizio puramente estetico e invece si rimane spiazzati”.

“… è come indossare degli occhiali magici con cui diventiamo tutti l’altro noi”.

Se “l’essenziale è invisibile agli occhi”, in questo caso, la profondità del legame diventa manifesta”.

“… si inizia ad interrogarsi su quali altri tratti si abbia ereditato o si abbia passato ai propri figli”.

“Incontrare Marcella mi ha fatto sentire subito casa come con un incantesimo, balsamo del cuore, che ha spazzato via ogni disagio o ritrosia”•

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